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LO SPETTACOLO

"Dio arriverà all'alba" è più che un omaggio,
è un vero e proprio atto d'amore verso Alda Merini

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Una telefonata anticipa un incontro. Da un capo del telefono un professore universitario chiama la sua vecchia e stimata amica Alda Merini chiedendole la cortesia di seguire un giovanotto molto talentuoso che sta svolgendo da parte sua delle ricerche su alcune dinamiche della poesia contemporanea. Inizialmente titubante la Merini accetta la richiesta dell'amico accogliendo il suo assistente a casa in diverse occasioni. Dal primo incontro, inesorabili come le cadute al domino, uno dopo l'altro si seguiranno momenti, sensazioni e stati d'animo che porteranno i due a trovarsi su quel confine spesso raccontato, in quanto realmente vissuto, dalla Merini nelle storie poetiche dei suoi giovani amanti: È l'urgenza del poeta di sentirsi nei confronti del mondo come il buio che porta la luce. Forse perché Paolo le ricorda un amore giovanile, forse perché la solitudine alla quale si è votata non è sempre facile da sostenere, forse per insegnare al suo giovane allievo tutto quello che è e che sa, e mostrargli, attraverso il sacrificio di sé, l’atto poetico e la sua radice. A svelare gradualmente la vita più intima e solitaria della poetessa sarà quindi proprio lo sguardo di chi le sta accanto: Paolo, al quale Alda si racconta con ironia e profonda dolcezza; l’amico Arnoldo, un po’ impacciato e timoroso, che sta preparando una curatela delle più celebri poesie religiose e d'amore dell'amica, e si scopre goffamente tormentato da una infantile quanto sincera infatuazione per Anna, la donna che si prende cura di Alda Merini e della casa. Anna, dal canto suo, sembra preoccuparsi esclusivamente che il piano quotidiano di commissioni, faccende, farmaci e toilette scandisca con precisione e malcelata superstiziosa ignoranza il ritmo delle ore. Ma si sa che il povero è più immediato, e all'occorrenza è l'unico in grado di spolverare lucidamente le ossa anche al poeta. Nei loro confronti Alda si pone di volta in volta come una mamma che abbraccia il bambino che si è messa accanto. Fiduciosi, attenti gli occhi del bambino rivelano lo stupore di chi ancora ha tutto da scoprire e vedere. Iniziarlo alla vita è accompagnarlo e lasciarlo esplorare il mondo con quell'incanto che solo lui conosce e coltiva. Canticchia tra sé e sé, accende una sigaretta dietro l’altra, prende il giro il medico che la va a visitare a casa e ride, ormai, della propria schiena, Alda Merini. Nel suo appartamento, sul pavimento, mozziconi di sigarette, fogli sparsi e lattine vuote stazionano sul tavolo per intere settimane, mentre alle pareti foto, ritagli di giornale, ma soprattutto appunti, tanti appunti e numeri di telefono scritti col rossetto intorno al telefono, e pile di libri ovunque e stufette e ventilatori a comporre una sorta di istallazione concettuale, il più bizzarro dei salotti intellettuali. Alda Merini viene mostrata al pubblico nel suo più sincero quotidiano, fatto di contraddizioni e dolori, ma anche di gioco, ironia, e faticosa ma imprescindibile libertà; e sete, sete di equilibrio in forme di poesia personalissime.

IL TRAILER

Quello che vedi è il trailer della scorsa Stagione,

siamo in sala di montaggio per un nuovo bellissimo

video di presentazione dello Spettacolo
che esalti ancor prima di vederlo la bellezza di 
"Dio arriverà all'alba"